Eccesso di zelo e Giustizia sportiva

Scrivo questo Post perché mi domando se la Giustizia nello Sport alle volte sia realmente adeguata alle variegate realtà e sopratutto se nei settori giovanili non sia opportuno modulare le regole e le sanzioni in considerazione proprio del fatto che si tratta di minori.

Prima di tutto, seppure in ritardo, vorrei allungare la lista dei complimenti per la bella gara di Campionato Italiano del Moto Club La Guardia a Ceranesi, domenica scorsa.
Il mio ritardo è dovuto alla necessità di far sbollire l’incazzatura per la squalifica comminata a Martina, la dodicenne della mia scuola in testa alla sua categoria da inizio campionato e qui iniziano le mie perplessità.
In breve i fatti sono questi, la settimana precedente la gara Martina si infortuna ad un polso mettendo in forse la partecipazione alla gara, il titolo potrebbe essere compromesso se non fosse che l’unica in grado di impensierire la sua leadership e seconda in classifica è Alessia, sua compagna di Squadra, di allenamenti ed oltretutto amica.
Alessia nel frattempo visto l’accaduto con un gesto di fair-play fuori dal comune per una quattordicenne, decide di non partecipare per consentire all’amica di vincere il titolo con merito.
L’infortunio comunque non sembra compromettere la partecipazione alla gara almeno se le zone, come successo sempre quest’anno, saranno molto facili e praticamente sul piano, poi Martina scalpita è determinata, vuole vendere cara la pelle e vuole a tutti i costi guadagnarsi sul campo il titolo Femminile B, permettendo oltretutto all’amica Alessia di difendere fino in fondo le proprie chance.
E così si parte tutti con grande motivazione per festeggiare alla gara i successi delle ragazze.
Martina supera senza problemi la routine delle O.P. e la domenica si presenta regolarmente sulla pedana di partenza con la propria moto partendo verso la zona uno.
Ad una prima visita al percorso nasce qualche perplessità sulla possibilità di poter entrare in zona, le sezioni per la prima volta quest’anno sono giustamente difficili ed insieme al trasferimento provocano dolore al polso di Martina la quale da guerriera qual’è non molla, posteggia la sua moto e comincia a timbrare la massima penalità come spesso accade quando si ritiene impossibile la zona, questo per i tre giri di gara inforcando poi la moto per raggiungere il cambio cartellino.
Nulla di strano, tanto più che anche un’altra ragazzina della stessa categoria, durante la notte ha avuto problemi intestinali fa la stessa cosa perché è semplicemente consuetudine.
E invece no, un Ufficiale di Zona molto zelante, decide di segnalare che nella sua zona e nella zona successiva (due zone adiacenti!) Martina si faceva timbrare la massima penalità spostandosi a piedi, cosa peraltro abbastanza logica vista la conformazione del terreno e lo sviluppo del percorso.
Questa segnalazione, incredibilmente fatta all’oscuro della ragazzina alla quale forse sarebbe bastato comunicare di salire in moto, innesca una catena di eventi che la porterà addirittura alla squalifica.
Infatti la segnalazione verbale dell’Ufficiale di Zona Trial, diventa scritta ed impugnata in modo ineccepibile da un ancor più zelante Direttore di Gara che provvede a identificare il seguente articolo nella proposta di sanzione da inviare al Commissario di Gara.
Questo cita l’articolo: “1.7.1.2 – Per figurare nella classifica finale, la moto del pilota deve aver effettuato la totalità del percorso con i propri mezzi o con quelli del pilota.”
Il Direttore di Gara, purtroppo senza avvisare la ragazzina e tanto meno il genitore va avanti, il regolamento lo impone e così la palla passa come detto all’integerrimo Commissario il quale senza ombra di dubbio procede ad erogare la sanzione di squalifica!
Tutto bene, tutto nelle regole certamente, tranne il fatto che Martina scopre di essere stata esclusa dalla classifica solo al momento della premiazione…
Inutile descrivere la reazione di una ragazzina con indosso già la sua maglietta celebrativa e lo stupore di Alessia se possibile ancor più delusa dell’amica perché non avrebbe voluto vincere così.
Mi fermo qui, non posso esprimere il mio pensiero sulle regole, sono sottoposto al nuovo codice etico FMI, quindi lascio trarre le dovute conclusioni a chi avrà avuto la pazienza di leggere questo mio doloroso post, non senza domandare ad alta voce perché?