Meno male c’è Barcellona

XTrial 2020 round 4 Barcelona SPA

È certo che Barcellona con il suo Trial indoor al Palau Sant Jordi è magia nella tradizione e ancora una volta l’evento in calendario la prima domenica di febbraio a “la cinqo de la tarde”, si è distinto per partecipazione e spettacolo.  

Naturalmente ad esaltare i 9000 presenti, ci hanno pensato ancora una volta loro Toni Bou (Honda Repsol) e Adam Raga (TRRS) che in una finale tiratissima, ha visto prevalere il Campione del Mondo autore di un caparbio recupero nel finale di gara ai danni del rivale di sempre.

Una gara unica come lo sono le difficoltà del percorso che si differenziano dal resto del circuito per numero (6 zone) qualità e materiali utilizzati, finalmente uno spettacolo in grado di esaltare le enormi capacità tecniche di questi straordinari campioni.

Ma veniamo alla gara che come detto ha visto la 66ma vittoria indoor di Bou, ma soprattutto la sua prova di orgoglio, Toni infatti reduce da un infortunio alla schiena è arrivato a questo appuntamento in deficit di preparazione e contro un Raga in grandissima forma ha dovuto dar fondo a tutta la classe per sconfiggere il pilota TRRS. Ancora una volta quando tutto sembra perduto il pilota Repsol tira fuori il classico colpo di genio e risolve a zero la zona più difficile minando le certezze degli avversari, veramente un pilota incredibile. I passaggi netti di zona 4 e 6 sono l’emblema della forza di questo campione, che oltre alla supremazia tecnica mette in campo una determinazione alla vittoria che non trova eguali.

Raga dal canto suo ha dimostrato con i migliori punteggi nelle due fasi iniziali di gara di essere a 38 anni ancora in grado di impensierire il campione mostrando una classe limpida e una guida pulita ed efficace, solo un banale errore in entrata della zona 4 in finale hanno impedito un epilogo differente alla gara che nel 2019 lo aveva visto meritato vincitore.

A mio avviso, sorprendente ma non troppo il terzo posto di Jorge Casales su Gas Gas, il ventiquattrenne galiziano, del quale sono da sempre estimatore, ha trovato qui a Barcellona la sua giornata migliore dimostrando un elevato stato di forma ed un alto grado di affiatamento con la nuova moto e Team, Jorge fin dalla prima Heat ha guidato bene lasciandosi poi alle spalle Jaime Busto (Vertigo) nella Heat 2, guadagnando l’accesso alla finalina per il terzo posto con Benoit Bincaz su Beta regolato poi nella sfida al tie break.

Bene anche Bincaz, che seppure sempre al limite nella guida riesce con caparbietà e determinazione ad arrivare a giocarsi il podio come detto, una buona iniezione di fiducia per i prossimi eventi e per la classifica.

Jaime Busto, seppure dotato di enorme talento con i suoi alti e bassi si conferma oggetto misterioso e come spesso accade in queste gare dove il confine tra la vittoria e sconfitta si gioca sui centimetri, quelli che ti fanno perdere una linea o non salire su un ostacolo, a Barcellona non va oltre il quinto posto.

Chiudono la classifica Jeroni Fajardo su Sherco, vicino al vertice ma meno efficace del solito, mentre scendono all’inferno della esclusione già al primo turno Miguel Gelabert su Vertigo ancora non perfettamente a suo agio con la sua nuova cavalcatura e Gabriel Marcelli su Montesa, ultimo di giornata dopo aver conquistato il podio a Budapest.

In conclusione, come sempre Barcellona ci rimette in pace con il Trial Indoor, qui si respira un’aria diversa, speciale e grazie al calore del pubblico ed alle zone proposte, più belle del solito standard propinatoci dal Promoter, torniamo ad esaltarci per le gesta di questi inestimabili campioni!

Ma sentiamo dalla voce dei protagonisti la reazione post gara:

Toni Bou (1 °): “È stata una grande vittoria perché le zone erano difficili, Adam, al quale faccio i miei complimenti è in un grande stato di forma ed anche oggi lo ha dimostrato, io al contrario sono stato rallentato da un problema alla schiena per un infortunio in allenamento occorsomi la scorsa settimana. Ho sofferto in particolare i primi due giri dove non mi sentivo davvero a mio agio, poi in finale dopo aver cambiato moto ho stretto i denti, dimenticato il dolore e ho vinto. È sempre speciale vincere qui, davanti ai miei tifosi, soprattutto dopo aver perso lo scorso anno.”  

Adam Raga (2 °): “Sono molto felice perché è stata un’altra buona prestazione per me. Sono stato il migliore nei primi due round e solo un errore durante la sezione quattro della finale mi è costato la possibilità di vincere. L’atmosfera era eccezionale e so che gli spettatori si sono divertiti perché ancora una volta abbiamo guidato ad un livello elevatissimo.”   

Jorge Casales (3 °): “Questa stagione è stata per me un grande cambiamento con un nuovo team e una nuova moto, quindi ottenere un podio oggi è ancora più speciale. Barcellona è come la mia seconda casa, quindi è stato fantastico arrivare tra i primi tre qui, sono veramente molto contento.”  

Il Campionato mondiale X-Trial passa ora alla sua quinta prova di Bilbao al Bizkaia Arena il 15 febbraio.  

Conflitti autolesionisti

la-gestione-creativa-del-conflitto

Ovvero vizi e virtù del nostro essere italiani

In seguito al mio ultimo post sul Trial, ritengo utile sottolineare questo pensiero, sullessere italiani in modo tutto nostro, scritto da Federico Faggin uno dei padri fondatori del microchip e touchpad.

«In Italia mi sembra che manchi quel senso del bene comune, che vedo invece in Paesi che hanno avuto più successo e in base al quale, se uno realizza un aumento di valore, ne beneficiano tutti e non solo lui. Questa mancanza si traduce, in politica, in governi che non durano, non hanno una strategia o un piano di lunga durata, in modo da dare risultati. È un peccato perché gente brava ce n’è tanta in Italia. Capace, piena di intelligenza e voglia di fare. Viene frustrata da un ambiente che non dà opportunità, taglia le gambe… Questa rivalità si traduce a volte in una conflittualità autolesionista. Facendo un paradosso, la mentalità che sembra prevalere a volte in Italia è questa: “Sono disposto a perdere, pur di far perdere anche te”. Sembra assurdo… In una trattativa, uno può uscire vincitore e l’altro sconfitto, o viceversa. Ma si può anche ottenere entrambi qualcosa, da una negoziazione. Il modo peggiore di concludere invece è lose to lose: per non far vincere l’altro, si perde tutti e due.» Meditate gente, meditate…